lettere settentrionali 22 (Peppe, Biagio, Michele, e Francesco)

Peppe il compagno, nato a Ferrandina, sindacalista cobas a Reggio Emilia, andata e ritorno percorre più di venti chilometri in bicicletta solo per andare all’iper a comprare il pane di Matera, che arriva col treno della notte tre volte a settimana. Dice che la lotta continua e quando mi vede saluta ancora col pugno chiuso. Non so a quale lotta si riferisca, anche perché non vota dall’attentato a Togliatti, dice che ha fatto un’eccezione solo per Berlinguer. Ogni anno compila la domanda di trasferimento e ogni anno la cestina poco prima di consegnarla. Dice che gli manca il coraggio. Che se n’è andato da ragazzo, quando l’incoscienza si sovrappone a qualsiasi cosa. Dice che non c’è niente da fare:  per lui la lotta politica è Reggio Emilia, e il pane…rimane  Matera.

Biagio è un ingegnere idraulico nativo di Cancellara, fa il professore di matematica a Cento e si ostina a spiegare la maggior parte del programma in dialetto potentino. E’ un neo-borbonico, e lo fa un po’ per nostalgia, e un po’ per dispetto.

Michele è approdato a Ferrara da Napoli, dopo trentatré anni di permanenza, fra una settimana vende la sua caffetteria del centro storico dove fa il caffè più buono del centro-nord. Si è comprato un pezzo di terra in Puglia, verso la murgia. Ci costruisce una casa in legno, apre un bed and breakfast e invecchia adagiato su quella terra rossa, in mezzo a due mari, circondato dagli ulivi secolari.

Francesco viene con la famiglia da Mugnano di Napoli e si è trasferito a Ponti sul Mincio perché il padre per fortuna ha trovato lavoro alla Franke. All’alberghiero di Valeggio sul Mincio l’hanno bocciato già tre volte. Quest’anno finalmente ce l’ha fatta, i suoi insegnanti per non sopportarlo un altro anno avrebbero fatto carte false. I compagni lo chiamano “il poeta”, dicono che in classe faceva certi versi incredibili e i professori letteralmente “uscivano pazzi”.  Non capivano mai chi li emetteva. Ha preso la maturità e a luglio parte per la Francia, vuole fare il pizzaiolo nel ristorante dello zio. a Lione.

 

Sandro Abruzzese

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