LETTERE SETTENTRIONALI 16

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Una volta una delle poche persone serie del paese vinse le elezioni in un comune disastrato. Prese solo due provvedimenti di cui tutti si ricordano: alzare le tasse, e dichiarare il dissesto finanziario quando le tasse non servirono. Vincere le elezioni è stato il più grande insuccesso della sua vita.

L’assessore Micheletti è patito di tennis, una volta è andato pure a Wimbledon. Coi soldi del Comune ha fatto costruire un tennis club dove si allenano quotidianamente il figlio Michele, e un nipote, Alfonso, figlio della sorella. Tengono il maestro privato che viene apposta da Benevento. Sono gli unici iscritti.

Il vicesindaco Saponaro, da quando è al Comune, ogni anno organizza un festival jazz. Lui che sognava di suonare la tromba, da tre anni invita i suoi musicisti preferiti alla manifestazione. Tutte le sere sale sul palco, parla quindici minuti e si fa fotografare con i suoi idoli, poi li costringe a ringraziare l’amministrazione. Quindi adesso facciamo tre giorni di musica e trecentosessantadue di silenzio.
Però una volta è venuto pure Billy Cobham.

Il sindaco del mio paese ogni volta che c’è un’occasione pubblica prende il microfono per dire qualcosa agli astanti. Incredibilmente ha sempre qualcosa da dire e mai niente da fare. Se lo cercate non andate al Comune, lo trovate al Bar della piazzetta.

I giornalisti italiani nei talkshow invitano sempre le stesse persone. Ma non è quello. Il disagio deriva dal fatto che il conduttore sembra l’ospite, i politici i presentatori, e le cose più serie e importanti le dicono i comici.

Una volta a un ministro, lo so, non ci crederete, qualcuno acquistò una casa “a sua insaputa”.

All’università studiavamo spesso insieme e puntualmente agli esami lui pigliava trenta e lode e io ventotto. Al che mi ero fatto l’idea che fosse più bravo, anche se io tutta sta differenza mica la vedevo.
Me l’ha detto dopo vent’anni che il fratello del padre dirigeva tutto l’ateneo, e aveva fatto il piano di studi apposta con le materie in cui aveva la segnalazione. Ci ha messo un po’, però almeno me l’ha detto. A suo modo è un amico.

Hanno fatto i soldi col giochetto dei cambi di destinazione d’uso: compravano terreni agricoli e li trasformavano in zone industriali, edilizie, commerciali. Ne hanno fatte talmente tante che all’assessore al bilancio lo chiamano mago Merlino.

Lui è un buon amministratore, ha esperienza quarantennale, è il comune che tiene dodici milioni di debiti.

La politica della mia regione si può riassumere con l’importazione di qualche fabbrica e poche strade incomplete, diciamo che più che allo sviluppo si è puntato alla teoria del posticipo: adesso ci sta chi se lo guarda e chi lo gioca titolare. I primi alla finestra, i secondi con le valigie piene e pedalare…ci vediamo ad agosto.

SANDRO ABRUZZESE

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