GIGANTI SCONFITTI A CREVALCORE

Mirabello (Fe)

Mirabello (Fe)

Questa volta non traccio alcuna riga in rosso, non me ne frega niente che questa pagina sia sgangherata.

Riccardo ha scritto col ventre, e queste parole sinceramente esposte sul mio prontuario rimangono corrette. Ha scritto quello che i suoi occhi neri dicevano da tempo: poi le mani sudate, e quell’incedere preoccupato di non intralciare il mondo.

Eppure la terra che ha tremato il 20 maggio, all’inizio gli ha messo paura, lì a Crevalcore, vicino all’epicentro.

Più tardi è arrivata tanta gente dall’intera Italia per aiutare, si è trattato di lottare per mettere a posto le proprie fondamenta.

Ora che la terra in superficie è più tranquilla, Riccardo ha sconfitto più della sua timidezza.

A volte la terra scuote dal torpore, rimpicciolendo i nemici di sempre, quelli che sembravano giganti, a lui è servita una scossa, altri fuggono di fronte all’insolito, temono la magnitudo dell’inedito e se la casa si muove o la prospettiva cambia, rifiutano le scuciture, gli smottamenti.
Prima, quando a Riccardo gli si alluvionava l’anima, l’umido otturava le narici, scippandogli l’ossigeno, allora lui ha messo il naso dentro gli spiragli, e adesso l’aria non si ferma più prima della bocca, finalmente respira con tutta la faccia.

Questa è una storia a lieto fine, seppur Golia da qualche tempo è più un discorso interno a ognuno, e il terremoto lo comprende fino in fondo solo chi lo porta dentro, e si ricorda il prima, il mentre, se è fortunato non è successo niente.

La terra a volte trema ancora in mezzo a quella enorme fertile pianura, ricorda il dolore che in quei giorni ha nutrito una precisa parte di questo piccolo mondo antico.

Chi ha scoperto il moto delle proprie certezze ormai teme senza sorprese, gli occhi rimangono neri, profondi, però stavolta sembrano più vivi, soprattutto sgombri.

Sandro Abruzzese
https://www.facebook.com/Raccontiviandanti

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