LUOGHI COMUNI SOTTO L’OMBRELLONE

Per i viandanti di ogni sorta, a voi il sorriso e l'acuta ironia di Georgia Loperfido

Per i viandanti di ogni sorta, a voi il sorriso e l’acuta ironia di Georgia Loperfido

I luoghi comuni sono affascinanti. Io li ADORO! Che non ci si permetta di considerarli “banalità”, perché sono delle verità assolute, forse ripetute troppe volte, questo sì. E poi sono democratici e utili: chiunque può usarli e vi salvano quando non avete niente da dire. Pensate ai Radical chic, gli alternativi sofisticati del nuovo millennio: ci campano sui luoghi comuni! Anche voi che avete deciso di evitarli a tutti i costi, che vi opponete al loro uso, che vi sforzate di colorare ogni intervento di genialità, non potrete non cadere nella loro trappola. Prima o poi uno scapperà e ve ne accorgerete solo un attimo dopo averlo proferito.

A quel punto, sarete sopraffatti dall’imbarazzo, vi sentirete tutti gli occhi addosso e morirete per il timore di essere definitivamente etichettati come persone “scontate, banali”, arrossirete e proverete a sdrammatizzare con un sorrisino falsamente autoironico. A quel punto davvero non dovrete preoccuparvi, avrete appena messo in atto una grande mossa strategica: quell’abusato luogo comune (va bene, va bene, involontario) sta per rendere ancora più brillante la vostra successiva e già pronta genialità ed il vostro raffinato senso dell’opportunismo.

Esiste una infinità di luoghi comuni e si potrebbero raccogliere per stagioni, per categorie di persone, per luoghi, per situazioni. Sono trattati come un freno all’immaginazione e invece non ci si rende conto che autonomamente respirano fantasia, ma soprattutto sono salvifici.
Sto per dimostrarvelo. Ecco a voi i migliori, tra quelli ascoltati e usati durante l’estate, e qualche suggerimento per utilizzarli al meglio. Li ho chiamati “Luoghi comuni sotto l’ombrellone”, tanto per mantenersi in esercizio.

Al mare.
Stesa sul lettino accanto a voi c’è la solita amica coraggiosa, a tratti incosciente, fanatica da sempre dell’abbronzatura – non spaventata dalle scottature perché scura anche il 12 gennaio – che ogni trenta minuti si unge di olio abbronzante rigorosamente privo di protezione e che anche con 42° scansa l’ombrellone manco fosse radioattivo. E voi lì, bianchicci, un po’ paranoici per il pensiero che il sole possa raggrinzire la pelle candida, e/o terrorizzati all’idea di non dormire di notte a causa delle inevitabili ustioni. Non vergognatevi a tirare fuori la boccetta (formato famiglia) di protezione 30, anche il sesto giorno consecutivo di mare. Con aria convinta e saggia potrete sempre affermare: “Tanto con la protezione ti abbronzi lo stesso, anzi, l’abbronzatura dura molto di più”.
Verso l’ora di pranzo la vostra amica, che ha perfettamente superato la prova costume, si può permettere di tirare fuori il panino con la cotoletta e, guarda che gentile, ne ha preparato uno anche per voi. Ma per chi si è iscritto in palestra a maggio, il rifiuto sarà perentorio ma cortese, perché avete portato la frutta, privilegiando la mitica anguria: “Grazie, ma al mare è preferibile restare leggeri. Poi, sai, l’anguria ha zero calorie: è tutta acqua e zucchero, figurati!”.
Dopo esattamente 43 minuti, mentre la vostra amica è in acqua, vi ritroverete ad escogitare il modo più efficace e meno umiliante per recuperare furtivamente quel panino con la cotoletta, improvvidamente rifiutato.
Verso le 19.00 l’atmosfera è incantevole, il tramonto ha tinto il cielo di un rosso caldo e ipnotico, il mare è tiepido e finalmente privo di increspature. Siete lì, seduti in riva con l’aria sognante, state per andare via e abbandonare quel momento meraviglioso, costantemente generoso di energia. Non potrete non rimarcare a voce alta e suadente: “Spendiamo tanti soldi per andare fuori, quando abbiamo il mare bello sotto casa!”.
Alle 21.00, avreste appuntamento con tutto il gruppo per la mega-serata che avete organizzato due settimane prima. E’ naturale che, piuttosto che vestirvi, o truccarvi e sostenere conversazioni con tanta gente fino a tarda notte, preferireste assumere la posizione del quattro di spade sul vostro soffice lettone, e chiudere i contatti con il mondo per le successive 18 ore. Non sentitevi in colpa, e non temete di essere considerati “vecchi”, perché all’ultimo minuto vi chiamate fuori e data forfait. Al mattino dopo sarà sufficiente parlare di una “leggera indisposizione”, e poi chi non lo sa che il mare stanca?
In montagna
Può capitare però, di non potersi permettere 15 giorni di mare. Guai a dire agli altri, quello che da due mesi vi andate ripetendo: “c’è poco da fare, la crisi c’è, altro che…”. Pur di non farvi vedere in città, conviene rimediare su Groupon un’offerta last minute di una casetta in un paesino sperduto sul Pollino. Ma come rispondere agli sguardi dei colleghi sconvolti per l’ossimoro ai limiti del paradosso: MONTAGNA-ESTATE? Niente di più facile: assumete un’espressione convinta e via con il solito… “Guarda che non immagini quanto sia bella la montagna d’estate: l’aria è pura e fresca, lontani dall’afa; poi non è vero che non ci sia niente da fare… sai che fantastiche passeggiate tutti i giorni?”. Quello che avete omesso è che: la montagna ti apre lo stomaco, hai sempre fame e come si dorme lì, non esiste da nessuna parte! Lo sanno tutti che fuorviare gli altri è molto più semplice che ingannare se stessi, ma tanto in montagna chi vi vede? E così già al secondo giorno le passeggiate saranno piacevolmente sostituite dagli spostamenti da divano a sdraio per coprire gli intervalli di tempo tra un pasto e l’altro.

Risultato: dopo 15 giorni tornerete al lavoro bianchi, ingrassati ma, in compenso, con un’aria rilassatissima, in stridente contrasto con i colleghi ustionati, tutti vistosamente distrutti dalle faticose vacanze, e inesorabilmente contagiati dal terribile morbo da stress di fine vacanza. Sarà quello il vostro momento magico. Sarà quello il momento del trionfo: “cosa volete, io smazzo tutto l’anno, per me la vera vacanza è assoluto riposo…”

Georgia Loperfido
https://www.facebook.com/Raccontiviandanti

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  1. michiamoblogjamesblog

    divertente il tuo post e assolutamente veritiero…tutte le questioni centrate perfettamente…ma tu la butti molto sulla parte fisica…il peggio è quando ti capita come vicino di ombrellone…il babbo di minchia…e allora c’è un test per misurare quanto uno è babbo di minchia…utilissimo proprio per preparare al meglio le proprie vacanze…
    http://michiamoblogjamesblog.wordpress.com/2013/08/08/il-blog-test-dellestate-scopri-quanto-sei-babbo-di-minchia/

  2. Milly

    …non so com’è ..ma la prima parte sembra proprio ricalcata su un personaggio di famiglia…mentre l’ultima…su tutta la famiglia!!!!
    …comunque molto,molto carino!
    Brava

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