RIFLESSIONI DI UN EX SUPPLENTE PER UN NUOVO ANNO SCOLASTICO

LA POLITICA
Un altro giorno di maggio in cui cade la pioggia a secchi, inesorabile questo sistema globale continua a girare, scendono i tassi d’interesse della banca centrale, tutti si occupano della bilancia commerciale, mio zio dello spread, qualcuno più furbo come al solito ruba le provviste agli altri distratti dalle partite di calcio: addirittura è notizia di oggi che le formiche rosse assaltano i granai delle cicale chiuse nei capannoni industriali, le quali stanno tutto il giorno a lavorare per una ditta dell’Estremo Oriente. Si è capovolto il mondo! Dicono che c’hanno il mutuo da pagare, si sono fatte fregare dai tossici che non sono più per strada, a minacciare con le loro siringhe, si sono evoluti in una specie di cambiali, tutto un discorso complicato che oggi nessuno ha voglia di spiegare.

Comunque l’erba del vicino e i miei capelli continuano a crescere, perfino il parrucchiere dalle mani d’oro, tra shampoo e balsamo vende bigiotteria, in sala d’attesa offre immobili imperdibili, ripara gli orologi e produce tè solubile: dice che per sopravvivere bisogna differenziare l’offerta, non solo l’immondizia! Sarà!?

Mi chiedo se la vita sia una sola come sembra, che senso abbia riempirla di rinunce:
rinuncio al padre, rinuncio alla madre, rinuncio a satana perché dio sia lodato; rinuncio ALL’AMORE, ALLA POESIA, meglio la palestra e non bevo più il caffè; ho smesso di fumare, riverisco i capi, ormai viviamo il tempo di un condannato; non ascolto più musica, non leggo libri, non vado al cinema, tanto mi dicono che è tutta roba commerciale. Addirittura il cibo detto biologico è dittatura delle multinazionali.

Allora, dicevo, continua a piovere, a giugno mi licenziano, e a settembre se sono vivo mi si riprende come se nulla fosse, è il settimo anno. Un giorno o l’altro dico basta con la moderazione, ogni volta sta cavolo di larga coalizione per fare fessi i cattolici insieme ai laici, dilapidare i soldi pubblici facendo finta di pensare da sessanta anni alla Questione Nazionale: l’accesso al credito, le infrastrutture, la banda larga della Magliana, l’agenda rossa, e il contrasto della politica con la magistratura! Che palle!

Mo’ basta! Dico, pure se sono soltanto un animale, da qui in avanti prima di finire, mi prendo tutto quello che mi spetta: parto da cose semplici, che so, dalla pancetta! Vado alle manifestazioni e se necessario grido in faccia a questi buffoni che è ora di finirla di rompere i coglioni con gli esodati e i condonati, con le partite iva dei nullatenenti, con la flessibilità che a furia di invocarla non c’è rimasto nulla che sia ancora duro. E mandateci i vostri nipoti a fare quelle spedizioni di pace militare, lo dico prima a quelli con la bandiera rossa che a forza di lavarla gli è diventata vuota. Poi prendo la parola nel mezzo del congresso per chiedere se è normale che il tal partito con i miei voti si allei con quelli che io non avrei votato mai. In ultimo troverei essenziale che ci fosse un avvicendamento tra militanti, che uscissero con un calcio in culo tutti i senza pudore, per dare una speranza: prego che avvenga senza rancore!

LA SCUOLA
A scuola sarò sempre oltremodo polemico, interverrò a ogni collegio docenti per dire che queste riforme degli ultimi vent’anni le sostituisco ai lassativi per farmi cacare, dopo che gli ho corretto perfino le prove invalsi, sosterrò che erano verifiche che non avrei saputo superare. Quindi a quel tizio forbito che ci fa dei pipponi esagerati per dimostrare a tutti la sua prosopopea, chiederò educatamente di smetterla la prima volta, poi senza dire nulla gli foro due pneumatici, tanto possiede un’Alfa del signor Marchionne, e se non erro nemmeno la producono più in questo Stato. Mi compro un cacciavite dai cinesi di Hao-Mai, lo tengo nella giacca fino all’imbrunire, quindi esco di soppiatto osservando intorno di sottecchi fingendomi circospetto badando a non scrivere per lapsus “circonciso”! Per evitare l’errore ripeto tre volte “circonciso l’ebreo” e “circospetto io”…mmh…funziona!

Prima di lasciare la parola ai professori veri farei un ultimo appello alla gentile platea, che la piantassero di utilizzare quella specie di linguaggio che Orwell non avrebbe saputo inventare:
le competenze e le abilità, il saper essere o il saper fare, lo sbocco lavorativo dei prerequisiti che aiutano il discente in itinere e incontinente, verifiche semi-strutturate per un portfolio di tutte le stronzate, unità didattiche e di apprendimento, recupero del debito, ispettorato voluto dal provveditore che ingiunge una rettifica e sospende i fondi strutturali delle funzioni strumentali! Pornografia!

Sandro  Abruzzese

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