Che tu non possa mai far ritorno a casa

La prima collaborazione a questo giovane progetto arriva dall’infanzia e dal tempo ormai perduti, dal vecchio compagno di scorribande che incontri per caso in una grande città del Nord, seduto a cena, tra milioni di abitanti, ancora una volta anime affini…

“Nun t’puozza maj accoglj!” Dalle mie parti questa è una delle espressioni più usate per augurare una cattiva sorte a qualcuno. Letteralmente significa:”Che tu non possa mai far ritorno a casa!”; in realtà è una delle tante espressioni dialettali quasi intraducibili in italiano. “Accogliersi”, o anche “raccogliersi”, forma riflessiva di un verbo che in realtà non può essere usato così, almeno nella nostra lingua nazionale. In una comunità arcaica, dove la partenza, così come il ritorno, erano segnati da consuetudini beneaugurali, maledire qualcuno dicendogli: “Nun t’puozza maj accoglj!”, o indirettamente e in terza persona (segnatamente alle spalle):”Nun s’pozza maj accoglj!”, significava e significa augurargli il peggio. Non fare più ritorno….ecco che il tema del ritorno, del “nostos” che tanta parte ha avuto non solo nel poema “dell’uomo dal multiforme ingegno che a lungo andò vagando, poi che cadde Troia”, ritorna come struttura archetipica universale. Lato sensu, “Nun t’puozza maj accoglj!”, può essere tradotto anche, ed è la forma “cortese”, si fa per dire, col seguente significato:”Che tu non possa mai trovare pace, sollievo, riposo!”, oppure “Che la tua vita sia sempre carica di affanni!”; cosa quest’ultima che avrebbe potuto far piacere a tutti coloro che sono soliti applicare i precetti di Vasco Rossi in maniera ortodossa (vedi alla voce “Voglio una vita spericolata”), ma che ai più non credo faccia molto piacere. L’espressione di cui sopra, infine, può essere usata anche in prima persona, in frasi tipo:”Oj nun m’pozz accoglj!”, che si potrebbe tradurre con una frase tipo:”Oggi non riesco a trovare pace!”, oppure:”Oggi non riesco a concretizzare nulla di buono!”. La natura polisemica e polisensa dei dialetti riserva sempre delle belle sorprese, permettendoci di scavare a fondo nel nostro modo di pensare e quindi di essere.
Pasquale Blasi

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