Lessico famigliare semiserio 2

Le parole sono pietre, le ombre isolane di giugno meno losche di quelle notturne, questa ombra è viva come un ciuffo d'erba o un cumulo di sassi e per questo non meno importante, non meno felice o sofferente.

Le parole sono pietre, le ombre isolane di giugno meno losche di quelle notturne, questa ombra è viva come un ciuffo d’erba o un cumulo di sassi e per questo non meno importante, non meno felice o sofferente.

Tornando al discorso di cui sopra, non vorrei farne un dramma, ma in tema d’istruzione, una mia simpatica amica sostiene che il figlio abbia anticipato l’ingresso a scuola con “la primetta”, e io denoto come anche mia moglie andando a scuola a cinque anni abbia fatto “la primina”. Si litiga tra diminutivo e vezzeggiativo come fratello e sorella, basti pensare al limon-cino e al limon-cello, che pur se funge da celebre digestivo nazionale, in certi casi riesce a diventare una sorta di estremismo radicale della desinenza!
A voler essere blasfemi, scurrili poi, giusto per chi ama il turpiloquio, propongo un nutrito elenco discutibile, un misto di frutta, ortaggi e animali in gran voga a livello trasversale e ortogonale sulle bocche degli studenti del giardino dell’impero: fica, passera, uccello, pesce, pisello, farfalla! Insomma, sforzatevi di collocarli nel giusto ambito, ognuno col suo italiano regionale si ritroverà in una precisa marca o contea di questo Bel Paese voluttuosamente provinciale!
Per ritornare su un terreno del civile conversare, una menzione a parte merita “la roba” in quanto tale. L’argomento è delicato, direi polisemantico per darmi il tono del pedante con una moderna aria di pallido nerd intellettuale. In pianura padana quando si parla di “roba” si dispiega un universo. D’accordo, il più dotto è già lì con la mano alzata e cita Mazzarò per alzare la media. Resta il fatto che qualsiasi “cosa” avvenga al centro-sud, in Settentrione si mette a nome “roba”! Sono nervoso perché ho le mie robe; c’è il sole e stendiamo le robe; oppure il più diffuso: “ti devo dire una roba”! Cose (o robe, fate voi) dell’altro mondo.
Comunque giusto per dire, quando nell’alta Italia incontro il mio amico Marco Avesani di Arbizzano, ma va di fretta, ha da fare delle “faccende”. Quando nell’altra Italia incrocio Marco Fabbrizio di Grotta, nuovo abitante in via Condotto, nemmeno si ferma, ha da fare dei “servizi”. Entrambi salutano affettuosamente, e questo a qualsiasi latitudine a volte basta perché sai che c’è qualcuno su cui puoi contare, è solo che uno ha da “scappare”, l’altro da “correre”!
Vabbè, se volessimo metterla sull’esortazione, i miei amici di Caprino dicono: “porta pasiensa”! A Carpignano visto che c’è la madonna: “santa pacienz”! E ce ne vuole di pazienza in qualsiasi modo la invochi per reggere la vita quando tutto sembra che butti davvero male, in fondo non è altro che la forza di gravità che spinge e capita che ci sorprenda un po’ più fiacchi! Stando decisamente su un terreno prosaico, penso alla routine settimanale, quando al supermercato come al solito dimentico la “busta”, ora nel mio italiano qualsiasi cosa (o roba) che serva a portare la spesa si chiama così! La tizia del negozio parlando dell’oggetto piuttosto spesso, ogniqualvolta si presenta l’occasione, mi rifila un sacchetto di plastica che lei chiama “borsa”. Ciò che ritengo degno di evidenza, al di là della funzione che è sempre quella, sono i dieci centesimi di costo, per un semplice sacchetto di plastica che funge sia da busta che da borsa, un tantino eccessivo.
Finalmente torno a casa ore pasti serali, sulla tromba delle scale al primo piano sento odore di “pasticcio”, al secondo è chiaramente “minestra” vegetale. A scanso di equivoci col resto del creato, rilevo per quelli meno addentro all’italiano del lago, trattasi nel primo caso delle celeberrime “lasagne”, nel secondo di un semplice “brodo”. Che pasticcio! Da qualche parte lasagna è pasticcio, quindi minestra significa brodo e non verdura come da qualche altra parte. Insomma al di là della questione lessicale, il tutto sviluppa speranze ed aspettative, e più in alto salgo più spero che il profumo venga proprio dalla mia amata dimora. Per i curiosi confesso che da tempo ho smesso illusioni sull’argomento, trovo verdura lessa, sbollentata, finisco per gradire un frullato di carote, non è per dire ma prima di andare a dormire, avverto come una voragine all’altezza dello stomaco, non lo consiglio.
Mi gira il “capo”, o forse la “testa”, finirà che non capirò più niente con tutta questa geografia dei concordi vocaboli. A questo punto qualcuno potrebbe chiedermi di smetterla: ad Ariano “finiscila”, a Bussolengo “piantala”, però al netto dello stato d’animo combaciante, sarei comunque ritenuto a ragione rispettivamente un rompicoglioni o un rompiballe, il che è tuttavia meglio di niente, meglio di lasciare perennemente indifferente.
Per fortuna il tempo passa dappertutto e si sa che la vecchiaia può arrivare anche tutta in una volta, e porta via ogni differenza, avvicina le distanze: ma ad Affi, in via Pozzo dell’Amore, il tempo che fu si dice “ai tempi de Matia Copo”; a Pagani, alla via Lamia, qualcuno ancora ricorda “i tempi di Pappagone”. Nondimeno tutti quanti siamo qui ad aspettare, talvolta prepotentemente ordinati nel caos della sostanza interiore, talaltra anarchici estremisti, folli fanatici, vittime di questa tremenda società della forma esteriore. Clemenza!

Sandro Supplentuccio Abruzzese
sandroabruzzese78@gmail.com

Annunci

  1. lalieduciellalieduciel

    quanto alla diatriba primina o primetta mi permetto di suggerire primona. non è semplice imparare a leggere e scrivere a 5 anni. io me la ricordo ancora quella fatica da sudare, perciò ci aggiungerei anche un premio, applausi e bacio in fronte accademico! evvvaiiiii cucccioli!
    per ciò che riguarda la lasagna invece di pasticcio proporrei CAPOLAVORO soprattutto se fatta a mano da una santerrrrrima donna di casa che per una volta ha trovato il tempo nella fuggevole calma dell’occhio del ciclone familiare per cimentarsi con un classico intramontabile. Chapeau!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...